La “Pavane” di Fauré

La Pavane in Fa # minore, Op. 50, é una composizione del 1887 per orchestra e coro (opzionale). Derivando il lento ritmo processionale dalle omonime danze di corte spagnole, i flussi e riflussi della Pavane creano una serie di culmini armonici e melodici e suggeriscono una piacevole, ed in qualche modo magnetica, eleganza da Belle Epoque. La partitura é pensata per una piccola orchestra limitata ad archi e coppie di flauti, oboi, clarinetti, controfagotti e corni.


Quando Fauré iniziò la Pavane, immaginò un lavoro puramente orchestrale da eseguire in una serie di leggeri concerti estivi condotti da Jules Danbe. Successivamente alla decisione di dedicare il lavoro al suo mecenate, la Contessa Elisabeth Greffulhe, Fauré si sentì obbligato a mettere in scena un evento più consistente, ed aggiunse pertanto un coro “invisibile” per accompagnare l'orchestra, con spazio aggiuntivo per un balletto. I testi furono basati su versi illogici, alla Verlaine, e sulla romantica impossibilità di salvezza dell'uomo, alla quale idea contribuì il cugino della Contessa, Robert de Montesquiou-Fezensac.


La versione orchestrale fu inizialmente rappresentata sotto la direzione di Charles Lamoreux il 25 Novembre 1888. Tre giorni dopo vi fu la prima versione corale, durante un concerto della Société Nationale de Musique. Nel 1891, la Contessa aiutò Fauré nella realizzazione della versione con coro e balletto di uno spettacolo coreografico destinato ad allietare una delle sue feste nel Bois de Boulogne.


Fin dall'inizio, la Pavane ha goduto di immensa popolarità, sia eseguita con che senza coro. E' stata introdotta nel repertorio standard del Balletto Russo nel 1917, annunciata alterna-tivamente come Las Mininas or Les Jardins d'Aranjuez.

L'esempio di Fauré fu imitato dai suoi allievi, i quali scrissero pavane proprie: la Pavane pour une infante défunte di Ravel e quella di Debussy inserita nella Suite bergamasque.

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